Anna Salvaje "Nuda" e libera di amare




Questa mia recensione di "Nuda" di Anna Salvaje è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud


Ad aggiungere malizia al contenuto sexy di “Nuda” c’è la presentazione del romanzo come storia vera dell’autrice Anna Salvaje. Pseudonimo di una signora sposata che si concede appuntamenti erotici con vari amanti conosciuti sul un sito web specializzato. Storie sessualmente appaganti ma disimpegnate, fino all’incontro con Andrea, che le fa perdere la testa e per cui scrive questo diario hot, cronaca dei loro rapporti intimi, o meglio delle loro porcate. Sia detto senza offesa e anzi in senso buono, giacché nel libro abbonda un gioioso dirty talking come codice di complicità amorosa. 

Le pagine di sesso esplicito non sono proprio originali. Lungi dall’essere tema maschile, tante donne si sono cimentate con il genere: non occorre scomodare Almudena Grandes, di threesome e sesso anale parla, ad esempio, la francese Catherine Millet, personaggio pubblico per la sua professione di critica d’arte e spavalda nel dichiararsi sulla copertina del romanzo “La vita sessuale di Catherine M.”, lungo resoconto di orge. Anche lì una carrellata di Kamasutra, parolacce, ammucchiate e dettagli anatomici. Alla fine il sesso quello è, sempre uguale, e le pratiche porno, ripetitive e assuefacenti, non fanno eccezione. Ma chi ama sa che a cambiare tutto è il coinvolgimento di corpo, testa e anima, come accade ad Anna e Andrea. Per lui, bellissimo e assai più giovane, la protagonista lascia il marito e interrompe la girandola carnale di uomini. 

Forse, però, la materia in sé non è davvero trita se il libro, autopubblicato su Amazon, sta spopolando tra le lettrici. Salvaje fa propria la lezione di Boccaccio, che dedicò il Decamerone alle fanciulle prigioniere delle loro camerette, prive di svaghi e obbligate a patire d’amore in silenzio. Evidentemente le cose non sono molto cambiate: gli oneri della casa, il lavoro che è conquista ma pure stressante competizione con gli uomini e il ruolo multitasking di moglie-madre-angelo continua ad ingabbiare le donne. A farne le spese è la libertà di essere se stesse, soprattutto nel sesso. Per tante, Salvaje è un manifesto di orgogliosa indipendenza. Una che gode delle attenzioni di amanti focosi, accede alle chiavi segrete del piacere (un capitolo del libro è incentrato sullo squirting) e non ha paura di realizzare le sue fantasie. E tra queste c'è anche la condivisione del partner.



Qui potrebbe aprirsi un dibattito tra chi reputa scambismo e sesso di gruppo prove d’amore accessibili a pochi e chi ne rivela l’amaro estremo tentativo di rianimare il desiderio in una relazione dove il noi esclusivo non è più un'eccitante scoperta. Salvaje ovviamente pare propendere per la prima ipotesi, sebbene la parabola d’erotismo con Andrea, pur nella simbiosi totale tra i due, lasci un varco alla fragilità che ogni amore travolgente conosce. A condurre il gioco è Anna, vero - e solo questo smantella un'impalcatura maschilista atavica e sovrana nella sessualità estrema (il porno è fatto per gli uomini, qui a scegliere e ottenere è una donna). Ma nel romanzo è centrale l’adorazione per lui, amatore inesperto svezzato dalla disinibita compagna, con i timori della donna di non piacergli più nell’avanzare degli anni. Anche le proposte di gang-bang o sesso a tre sembrano avere l’obiettivo di eternarsi agli occhi dell’amato come dea trasgressiva – distinguersi dalle altre, rendersi indimenticabile. Insomma, per quanto libere, quando siamo innamorate ci rendiamo (felicemente) schiave. 

Il libro si conclude con un finale aperto, ma nel suo blog Anna continua a parlare di Andrea. E la storia, viva e pulsante, continua. Anna vittoriosa contro i tabù, l’età, le rivali giovani e gli anatemi sulla passione che prima o poi finisce. Ecco perché per le sue lettrici è un mito.

Commenti

  1. aperto, ma nel suo blog Anna continua

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  2. Un uomo debole non sa come portare una donna a letto e un uomo forte non sa come tirarla fuori. Questo è quello che succede con i https://www.altadefinizione4k.tv film... Quelli interessanti li vuoi sempre guardare, quelli non così interessanti sono difficili da vagliare...

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