Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta corpo

Chiara Ferragni, icona femminista

Immagine
Per molta gente continua ad essere una biondina già ricca di suo che ha fatto i soldi postando scemenze su Instagram, ma Chiara Ferragni è tutto tranne una strafiga viziata senza cervello. E insomma, ora lo dico. Sto parlando di femminismo, addirittura. Sì, alla fine proprio Chiara - quella che non è chiaro a nessuno che lavoro faccia tranne postare selfie chiappe al vento - è la più femminista di tutte e non perché ogni tanto se lo scrive sulle t-shirt. Non è un fatto dell'ultima ora, sebbene la Ferry stia oggi vivendo un nuovo, strepitoso balzo in avanti di popolarità dopo la nascita della tenerissima Vittoria. Era sempre lei l'idolo assoluto del girl power, fresca mogliettina, a mandare al diavolo Fedez quando il rapper ironizzava sulle sue camicie spiegazzate. "Io non stiro", rispose definitiva Chiara, e per me fu mito assoluto. 

Alice femminista e sognatrice, regina dell'8 marzo

Immagine
La mia donna del cuore di questo 8 marzo è Alice nel Paese delle Meraviglie. La adoro, tanto da aver dato questo nome a mia figlia (sì, nel mio caso è proprio per la fiaba, non per De Gregori). La fantastica protagonista dei romanzi di Lewis Carroll può ben essere simbolo di questa giornata perché – tutt’altro che impropriamente - è un’antesignana della consapevolezza femminista. 

La figlia unica

Immagine
Leggendo “La figlia unica” di Guadalupe Nettel mi sono venute in mente le donne multitasking. Mogli e madri che lavorano, sono fisicamente in forma, tengono la casa pulita come uno specchio, cucinano da Dio comprese torte da alta pasticceria e tirano su figli impeccabili. Le ho sempre ammirate, non essendo io capace di tanta abilità. Ma mentre leggevo il romanzo di Nettel (edito da La Nuova Frontiera ) ho pensato che queste donne non sono da emulare – non perché non sia bello o importante fare tutte queste cose, e bene: certo che lo è. Però esaltare questa perfezione (come ho sempre sinceramente fatto io) equivale a sminuire chi così non è per indole, minori qualità e, non in ultimo, magari perché non vuole. Agli uomini questa pluricompetenza non è mai interessata: quelli che oggi riescono a portare avanti la carriera e pure cucinare e cambiare pannolini non sono modelli per il loro genere, ma persone che lo scelgono. Mentre gli altri – i maschi eccellenti professionisti ma disordinati...

Une derniere fois

Immagine
E’ stata bellissima e concupita dagli uomini, esaltava la perfezione del suo corpo come puro oggetto sessuale. Ma oggi che ha 69 anni, Salomé sente che quel tempo è scaduto e non vuole più vivere in una società dove gli anziani (e soprattutto le donne) sono ignorati. Decide di terminare volontariamente i suoi giorni nel suicidio assistito, ma prima di andarsene vuole provare ancora una volta, l’ultima, l’amore carnale che ha attraversato in modo predominante la sua vita. E’ la storia del film “Une derniere fois” di Olympe de G. e raccontata così chi potrebbe dire che si tratta di un porno? Invece è proprio quello che la regista, insieme all’ex pornostar Brigitte Lahaie, hanno inteso fare in questo mockumentary, documentario con commistioni di fiction presentato al Torino Film Festival in collaborazione con Fish & Chips, evento dedicato al cinema erotico. 

Le ho provate tutte - storie di diete e di insuccessi

Immagine
L’estate, con il caldo che toglie la fame, è il periodo propizio per le diete. Ma Patrizia Caldonazzo liquiderebbe subito come luogo comune dei più ritriti quest’asserzione, che pure ha un suo fondo di verità. Lei di diete decisamente ne sa qualcosa, come racconta nel libro “Le ho provate tutte! ” (edizioni Undici), dove il titolo è già un’ammissione di... resa. Sì, perché Caldonazzo, detta Papy (regista televisiva, redattrice e autrice) precisa che il suo memoriale è una “storia di diete e di insuccessi”, iniziata in giovanissima età quando la fanciulla – viso angelico, occhioni chiari, chioma fluente e una figura notevole in termini di centimetri – si convince di non piacersi affatto.