Sono certa che a Diana sarebbe piaciuto il ritratto di Pablo Larrain nel film intitolato orgogliosamente “Spencer”, come una rivendicazione d’identità, un’appartenenza liberatoria. Un biopic atipico, che si dipana attraverso atmosfere gotiche e persino venature d’orrore, e contamina la realtà storica con l’immaginazione – che qui è tutta contro il destino e a favore di Diana. di quello che aveva desiderato e avrebbe potuto essere se lei ci fosse ancora, oggi tenera nonna e forse donna innamorata e finalmente felice.