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Black Phone

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“Black Phone” è un cult annunciato che non delude le attese. Rigorosamente per amanti del genere, dove si intende quello dei thriller con venature spaventose e in parallelo quello della letteratura horror. D’autore però, perché stiamo parlando di un regista come Scott Derrickson (“Doctor Strange”; “Sinister”) e uno scrittore come Joe Hill, mezzo pseudonimo del figlio di un certo signor Stephen King.

Lasciateci in pace, qualunque sia il nostro corpo

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E’ una serata di inizio estate, tanti anni fa. Ci sono quattro ragazze in discoteca, tre sono molto carine, la quarta no. Mentre si spostano in gruppo tra il bar, la pista e i divanetti, le ragazze carine si accorgono che l’amica si è fermata con un tipo strafigo. Sono fermi davanti alla ringhiera di una balconata del locale, parlano fitto e si guardano negli occhi. Le ragazze sono sbigottite: la loro amica l’hanno vista sempre single, mai un fidanzato e men che meno un corteggiatore. 

Revenge porn, la battaglia di Ilaria Di Roberto

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Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità

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Ogni insegnante conosce (o dovrebbe conoscere) la celebre citazione di Einstein secondo cui tutti nasciamo geni ma “se giudichiamo un pesce in base alla sua abilità di arrampicarsi su un albero, quello passerà la vita a sentirsi un idiota”. Famiglia e scuola sono i principali responsabili del senso di fallimento che segna in modo doloroso e spietato l’esistenza di tanti ex bambini educati a considerarsi incapaci perché gettati per anno in un ambiente competitivo e spinto all’unico scopo di primeggiare.