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Visualizzazione dei post con l'etichetta paura

I bambini uccisi dai genitori non esistono per nessuno

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Quando leggiamo di un padre o una madre che uccidono un figlio, se siamo genitori ci sentiamo angosciati. Non è solo sconcerto, non è dolore – questi sono sentimenti comprensibili: siamo sconcertati perché amiamo i nostri figli e ci domandiamo come possa accadere un orrore simile, è inspiegabile per noi; siamo addolorati perché non riusciamo a non pensare a quella sofferenza inflitta ai nostri figli, per un genitore i bambini sono estensione simbolica della propria prole e sentiamo sulla loro pelle ogni male che si faccia a un minore, in generale.

Black Phone

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“Black Phone” è un cult annunciato che non delude le attese. Rigorosamente per amanti del genere, dove si intende quello dei thriller con venature spaventose e in parallelo quello della letteratura horror. D’autore però, perché stiamo parlando di un regista come Scott Derrickson (“Doctor Strange”; “Sinister”) e uno scrittore come Joe Hill, mezzo pseudonimo del figlio di un certo signor Stephen King.

Freud

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Ho visto la serie tv su Sigmund Freud con due mesi di ritardo: eccetto gli spoiler, sapevo cosa aspettarmi e cosa no. Sapevo che non si tratta di un biopic documentato e che di psicanalisi si parla poco e di casi reali zero. Premesse tutte sfavorevoli, che aumentano le probabilità che la miniserie Netflix non piaccia a chi (io ero tra questi) decide di guardarla perché interessato allo scopritore dell’inconscio e ai suoi studi. La prima puntata conferma dopo pochi minuti che il dottor Freud è semplice ispiratore di un plot misterioso e a tinte nere, al limite dell’horror. Forse autorevole nume tutelare, quello sì, di un racconto che, come appunto fece il padre della psicanalisi, indaga senza filtri le zone segrete dell’animo umano. Ma l’idea è: famolo “strano”, perché cosa c’è più spaventoso, visionario e perverso della nostra anima? Carta bianca, dunque, e acceleratore esoterico al massimo con virate decise sul raccapricciante.

Virus, cinema e realtà

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Psicologi e psicoterapeuti sono stati chiari. Chi sta vivendo stati d’ansia importanti a causa del panico da virus deve stare alla larga dal bombardamento di notizie, chat allarmiste, ipotesi di complotti, sussurri e grida. Dunque, se appartenete a questa categoria, non leggete questo post.