Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta sessismo

Otto marzo, niente guerra siamo donne

Immagine
Nei conflitti tra greci e barbari, le donne degli sconfitti venivano fatte schiave come trofeo di vittoria, una sorte che accomunava plebee, nobili e principesse. Millenni dopo sarebbero arrivati lo ius primae noctis e gli stupri di guerra. Oggi che tornano a piovere le bombe, le donne assurgono a emblema pacifista contro una mentalità bellica tradizionalmente virile. Sì, lo sappiamo, le poche signore al governo non sono state damine ma ferree e spesso spregiudicate – è il potere, bellezza, quel meccanismo che se non sei abbastanza iena non lo reggi e soccombi. Ma sappiamo altrettanto bene che con donne alle guida delle superpotenze mondiali certe guerre non sarebbero mai iniziate. Eppure non è di una santificazione (che odora molto di subdolo stereotipo) che abbiamo bisogno.

Editori a caccia di lettrici tra stereotipi e banalità

Immagine
Questo mio articolo sul target femminile del mercato editoriale è stato pubblicato nell'inserto culturale Mimì del Quotidiano del Sud L'altra Voce dell'Italia

Alice femminista e sognatrice, regina dell'8 marzo

Immagine
La mia donna del cuore di questo 8 marzo è Alice nel Paese delle Meraviglie. La adoro, tanto da aver dato questo nome a mia figlia (sì, nel mio caso è proprio per la fiaba, non per De Gregori). La fantastica protagonista dei romanzi di Lewis Carroll può ben essere simbolo di questa giornata perché – tutt’altro che impropriamente - è un’antesignana della consapevolezza femminista. 

Revenge porn, la battaglia di Ilaria Di Roberto

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

Tutti e tutte un passo indietro

Immagine
Ieri è stato un 8 marzo senza tante mimose in giro e sui social. Meme e battutacce quasi zero, raduni di fanciulle festaiole (si spera) zero anche. Sarebbe stata forse la volta buona per parlare, fuori da consumismi, frasi celebri e auguri, del vero senso della Giornata internazionale della donna, ma purtroppo non ho letto quasi nulla sull’argomento – tranne le solite menate, fortunatamente più sporadiche degli scorsi anni, di pseudo femministe intrise di banalità, incazzature ipocrite e atti da sepolcri imbiancati.