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Une derniere fois

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E’ stata bellissima e concupita dagli uomini, esaltava la perfezione del suo corpo come puro oggetto sessuale. Ma oggi che ha 69 anni, Salomé sente che quel tempo è scaduto e non vuole più vivere in una società dove gli anziani (e soprattutto le donne) sono ignorati. Decide di terminare volontariamente i suoi giorni nel suicidio assistito, ma prima di andarsene vuole provare ancora una volta, l’ultima, l’amore carnale che ha attraversato in modo predominante la sua vita. E’ la storia del film “Une derniere fois” di Olympe de G. e raccontata così chi potrebbe dire che si tratta di un porno? Invece è proprio quello che la regista, insieme all’ex pornostar Brigitte Lahaie, hanno inteso fare in questo mockumentary, documentario con commistioni di fiction presentato al Torino Film Festival in collaborazione con Fish & Chips, evento dedicato al cinema erotico. 

Avere vent'anni, la violenza e la punizione delle donne libere

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“Avevo vent’anni…Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”, scrive Paul Nizan nel suo diario di formazione “Aden Arabia” e a questa citazione s’ispira il titolo di “Avere vent’anni” il film di Ferdinando Di Leo, che Torino Film Festival ripropone all’interno della retrospettiva “Back to life”. La pellicola, oggi di culto nella filmografia del controverso regista, era già stata al centro di un omaggio vintage alla Mostra del cinema di Venezia - è uno di quei titoli della lungamente vituperata famiglia dei B movies italiani, che nell'ultimo decennio la critica sta sdoganando.