Pochi film possono essere definiti, letteralmente, opere d’arte. Uno di questi è “In the Mood for Love” di Wong Kar-Wai. Nel 2000 fu presentato a Cannes (dove il protagonista Tony Leung vinse la Palma d’oro al miglior attore) e fu uno straordinario debutto del nuovo cinema asiatico davanti a pubblico e cinema occidentali. Il maestro neorealista Zhang Yimou era un’altra cosa – proletariato, comunismo, rigore. Con Wong s’inaugura invece una narrazione cinematografica dove per la prima volta un autore orientale lascia sullo sfondo le implicazioni storico-sociali: al centro della scena ci sono i sentimenti e senza snobismi né timidezze lo stile è ispirato alla grande scuola americana di Douglas Sirk, alle microstorie visive dei dipinti di Edward Hopper. In una parola, melodramma.