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Visualizzazione dei post con l'etichetta serie tv

Betty la Fea la historia continua

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Quando amiamo i personaggi di una serie tv, li consideriamo amici. E come con gli amici, li vogliamo accanto anche nel tempo. L’avevo già scritto a proposito di Sex and The City. Il ritorno delle amiche con le rughe, i capelli bianchi o il botulino non mi ha intristita: perché mai non dovrebbero invecchiare e perché mai non dovremmo essere felici di avere loro notizie dopo anni di assenza? Contesto, semmai, quell’assurda defezione di Samantha. Amiche sì, ma non quelle della vita vera, un mondo reale e spietato capace di separare le persone che si amano per futili motivi: non scherziamo, Carrie e Sam non avrebbero mai litigato fino a cancellarsi a vicenda – questa favoletta dell’amicizia eterna in quell’ideale bolla newyorkese almeno lasciatecela.

Baby Reindeer

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Una volta, parlando di un’altra persona, un amico mi disse che quello aveva proprio l’aspetto di uno che eccetera eccetera. Un’altra volta dissero qualcosa di simile su di me – però direttamente a me, e lo apprezzai – cioè che io davo l’impressione di essere una persona facile da sopraffare. Ma il concetto per qualcun altro si declinava in modo diverso: io appaio come una persona spesso in difficoltà e che però ispira voglia di proteggerla, andare in suo soccorso. Aggiungendo che la mia è una caratteristica molto femminile con doppia interpretazione – da una parte attraente, dall’altra capace di far leva su una sorta di gattamortismo ovviamente fintissimo e con finalità opportunistiche. Sono considerazioni emerse dalla mia memoria dopo aver visto la serie tv Netflix “Baby Reindeer”, e che mi hanno fatto pensare che quelle catalogazioni di persone (spesso su lombrosiane caratteristiche fisiche ma anche basate su posture, movenze, gestualità e timbro di voce) traducono ciò che il protago...

Bang Bang Baby

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Riposto i miei pezzi sulla serie tv Amazon Bang Bang Baby , pubblicati sul Quotidiano del Sud Credit fotografico Amazon Prime

And Just like That, bentornate ragazze

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Certe serie tv sono come presenze di famiglia. Ci affezioniamo a luoghi e personaggi, ridiamo e soffriamo insieme ai protagonisti della storia, quando se ne vanno ci mancano. Per me è stato così, in momenti diversi, soltanto con Dawson’s Creek e Sex and the City.

Vita da Carlo

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Tutti rivogliono i suoi personaggi ma lo abbiamo sempre saputo che il Verdone reale è più irresistibile di ogni Furio o Leo. Un sacco bello nella sua summa di angosce, ipocondrie, leggerezza e malinconia, che adesso il regista romano racconta senza filtri nella serie Amazon Original “Vita da Carlo”, dove mette in scena un ritratto privato che anche quando lo vorrebbe non può mai evadere dalla ribalta pubblica. 

Le nostre serie tv sono meglio delle vostre

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Ora che su Italia Uno torna anche Lamù vogliamo dirlo una volta per tutte? I nostri cartoni e le nostre serie tv sono meglio delle vostre, potrebbero dichiarare trionfalmente gli ex adolescenti degli anni Novanta, osservando il revival in corso di telefilm e sceneggiati che riemergono dal passato per conquistare i loro figli teenager.

A chi fa bene il Wellness

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Attenzione, ciò che arriva dalla natura non è buono in modo assoluto: se usato nel modo sbagliato può fare molti danni. La nuova serie Netflix “A chi fa bene il wellness” suscita una certa suggestione in chi è attratto da olistica, medicina alternativa, biocosmesi e diete zen (ed è chiaro come lo scopo sia esattamente questo). 

Curon

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Questo mio articolo sul debutto della serie tv Netflix "Curon", diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci, è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud