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Visualizzazione dei post con l'etichetta amore

Betty la Fea la historia continua

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Quando amiamo i personaggi di una serie tv, li consideriamo amici. E come con gli amici, li vogliamo accanto anche nel tempo. L’avevo già scritto a proposito di Sex and The City. Il ritorno delle amiche con le rughe, i capelli bianchi o il botulino non mi ha intristita: perché mai non dovrebbero invecchiare e perché mai non dovremmo essere felici di avere loro notizie dopo anni di assenza? Contesto, semmai, quell’assurda defezione di Samantha. Amiche sì, ma non quelle della vita vera, un mondo reale e spietato capace di separare le persone che si amano per futili motivi: non scherziamo, Carrie e Sam non avrebbero mai litigato fino a cancellarsi a vicenda – questa favoletta dell’amicizia eterna in quell’ideale bolla newyorkese almeno lasciatecela.

Il sol dell'avvenire

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Sarebbe bello se l’umanità capisse che di un luminoso “Sol dell’avvenire” abbiamo davvero bisogno tutti perché nessuno può essere felice se gli altri non lo sono. Nanni Moretti lo dice in modo emozionante, visionario e romantico nel suo nuovo film che ha scelto come titolo una delle più belle simbologie del comunismo. Il sole nascente svela il giorno in cui ingiustizie e diseguaglianze sono state eliminate da un’umanità unita, un futuro che la meravigliosa utopia di Marx e Engels indicava come strada reale da seguire per un altro mondo possibile. 

The Whale

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Quando la scena arriva, lo capiamo subito quello che sta accadendo, ma ormai siamo lì, colpiti dallo spannung in modo violentissimo e scioccante. Vediamo l’obeso Charlie ingurgitare cibo riempiendo il suo corpo gonfio e agonizzante con altro veleno.

"Bones and all" e "Il prodigio", fame d'amore

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Cosa rappresentano il cibo e il nutrimento nelle relazioni affettive? Che c’entrino moltissimo gli uni con gli altri ce lo insegna l’esperienza straziante dei disturbi alimentari. In questi giorni si parla di fame d’amore, in modo molto diverso ma affine, in due bellissimi film. 

Blonde

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Nulla nuoce a un film quanto un’aspettativa delusa, ma nel caso di “Blonde” pensare di trovarsi davanti a un classico biopic con atmosfere hollywoodiane e glamour è persino fuori luogo, se si ricorda che il film di Andrew Dominik è tratto dall’omonimo romanzo di Joyce Carol Oates, dove si fanno sconfinare i fatti documentati nelle teorie complottiste su Marilyn e con una buona dose di licenza poetica.

L'immensità

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Un campionario di solitudini e tutte le gradazioni d’infelicità che si possono provare in una famiglia. “L’immensità” di Emanuele Crialese è un’opera dolorosa ed emozionante, che forse non sarebbe così bello se non ci fossero Penelope Cruz intensissima e di una bellezza mozzafiato, e la sorprendente tredicenne Luana Giuliani.

Il signore delle formiche

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Questa mia recensione del film "Il signore delle formiche" di Gianni Amelio è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

I bambini uccisi dai genitori non esistono per nessuno

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Quando leggiamo di un padre o una madre che uccidono un figlio, se siamo genitori ci sentiamo angosciati. Non è solo sconcerto, non è dolore – questi sono sentimenti comprensibili: siamo sconcertati perché amiamo i nostri figli e ci domandiamo come possa accadere un orrore simile, è inspiegabile per noi; siamo addolorati perché non riusciamo a non pensare a quella sofferenza inflitta ai nostri figli, per un genitore i bambini sono estensione simbolica della propria prole e sentiamo sulla loro pelle ogni male che si faccia a un minore, in generale.

La famiglia Belier

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“Coda” ha vinto l’Oscar, “La famiglia Belier” il premio di media portata Salamandre d’Or, ma all’epoca (era il 2014) la commedia di Eric Lartigau non era stata minimamente calcolato dalla stessa Academy che quest’anno ha fatto trionfare un film gemello. Remake molto fedele tranne le ovvie differenze di ambientazione (nel primo c’era una famiglia di allevatori, nel secondo si tratta di pescatori), “Coda” è tuttavia molto diverso dall’originale. La differenza è quella che sempre esiste tra un film europeo e uno americano – due pianeti sideralmente opposti, e si vede. Troppo poco forse per ignorare il primo ed osannare il secondo.

La preside e il miraggio di fermare il tempo con un giovane amore

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Se fossimo nei corridoi del liceo di Capeside, la storia finirebbe con lo studente belloccio e ormai ex sfigato con le ragazze che dopo la confidenza da fanfarone all’amico del cuore paparazzata dal gossip scolastico agli ispettori dichiara cavallerescamente di essersi inventato tutto, per proteggere la fascinosa prof Tamara ed evitarle gogna e licenziamento. Ma qui non è Dawson’s Creek e adolescenti con gli ormoni a mille eppure capaci di custodire il segreto di una passione proibita resistendo alla tentazione della vanteria maschile non esistono. Anzi, uomini capaci di eccetera eccetera non esistono.

Licorice Pizza

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Sono tra i pochi a non aver adorato “Licorice pizza”, nonostante sia oggettivamente un film bello e fatto benissimo. Il mio problema credo sia aver subito captato come questo osannatissimo di Paul Thomas Anderson (regista che mi piace molto, preciso) non sia una storia per giovani, come si potrebbe pensare in superficie, e neanche per quelli della mia generazione. Non ha un target, insomma – e questo indubbiamente è un merito. Ma a complicare le cose aggiungo che non è neanche un’opera universale – che significherebbe la fine di ogni pretenziosa elucubrazione, il grande obiettivo dell’arte capace, per citare un fulgido esempio, di far versare fiumi di lacrime un eterosessuale cis nella scena di “Tutto su mio madre” dove una trans paludata con parruccona, tacchi a spillo e trucco volgare, piange su una tomba.

Drive my Car

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Poesia ed esistenzialismo, armonia purissima di immagini e parole. E’ l’impatto immediato, sin dai primi fotogrammi, di “Drive my car” di Hamaguchi Ryusuke, un’opera profondamente giapponese ma senza traccia di zen, nonostante i temi - vita, morte, amore, colpa - collimino alla perfezione con la filosofia orientale. 

Otto marzo, niente guerra siamo donne

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Nei conflitti tra greci e barbari, le donne degli sconfitti venivano fatte schiave come trofeo di vittoria, una sorte che accomunava plebee, nobili e principesse. Millenni dopo sarebbero arrivati lo ius primae noctis e gli stupri di guerra. Oggi che tornano a piovere le bombe, le donne assurgono a emblema pacifista contro una mentalità bellica tradizionalmente virile. Sì, lo sappiamo, le poche signore al governo non sono state damine ma ferree e spesso spregiudicate – è il potere, bellezza, quel meccanismo che se non sei abbastanza iena non lo reggi e soccombi. Ma sappiamo altrettanto bene che con donne alle guida delle superpotenze mondiali certe guerre non sarebbero mai iniziate. Eppure non è di una santificazione (che odora molto di subdolo stereotipo) che abbiamo bisogno.

Editori a caccia di lettrici tra stereotipi e banalità

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Questo mio articolo sul target femminile del mercato editoriale è stato pubblicato nell'inserto culturale Mimì del Quotidiano del Sud L'altra Voce dell'Italia

Monica Vitti, noi donne siamo fatte così

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I vari omaggi dopo la scomparsa di Monica Vitti ne hanno celebrato il grande talento, il fascino, i suoi indimenticabili film. Ma di questa straordinaria attrice si è ricordata anche la personalità di donna, alludendo a una lezione di femminismo da parte di colei che sul grande schermo sdoganò la sessualità libera, la demolizione dei tabù di costume, il tradimento praticato senza falsi perbenismi anche dall’altra metà del cielo, la sessualità libera.

Tinto Brass, una passione libera

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Questa mia recensione del libro " Tinto Brass, una passione libera in forma di autobiografia" , scritto con Caterina Varzi ed edito da Marsilio, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

Dice Angelica

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Riposto la recensione al libro "Dice Angelica" di Vittorio Macioce, edito da, pubblicata nell'inserto culturale Mimì del Quotidiano del Sud L'altra voce dell'Italia . Le immagini del post sono dipinti di Helena Perez Garcia e Simone  Peterzano

Ambra e Wanda, le corna non sono tutte uguali

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Le corna capitano, si sa, e tradizionalmente sono il boccone più ghiotto del gossip, dalla notte dei tempi. Una penna arguta come quella di Giulia De Lellis ci ha pure fatto scoprire che stanno bene su tutto. Così sulla vicenda di Ambra Angiolini, destinataria del Tapiro d’oro di Striscia per il tradimento subito dall’allenatore bianconero Massimiliano Allegri, qualche opinionista radical chic sbuffa sostenendo che si stia facendo tanto rumore per nulla. Suvvia, in fondo che sarà mai scoprire che il tuo compagno ha un’altra ed essere lasciata senza chiarezza ma con l’immarcescibile silente sparizione del fedifrago da ogni radar? 

Ilda, Falcone e l'eterna diatriba tra mogli e amanti

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Faccio una premessa: non mi scandalizza che Ilda Boccassini abbia raccontato dell’amore per Falcone in un' autobiografia. La vita è la sua ed ha il diritto di parlarne – così come lo hanno i tanti romanzieri che hanno perso amici e litigato con i parenti per aver preso spunti da vicende vere per le loro narrazioni (sul tema Woody Allen ha fatto un film sulfureo, “Harry a pezzi”). 

Macello

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Questa mia recensione del romanzo "Macello" di Maurizio Fiorino (edizioni e/o) è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud . La foto del post è un autoritratto dello scrittore A questo link la mia recensione del precedente romanzo di Fiorino, "Ora che sono nato"  Ora che sono Nato (miainvisibile.blogspot.com)