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Niente mostri né vittime in prima pagina

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Quando ero un’adolescente avevo sentito parlare del massacro del Circeo, come tutti. Sapevo che erano state uccise due ragazze dopo giorni di sevizie dentro una villa e l’idea mi terrorizzava tanto da non aver mai voluto conoscere nel dettaglio cosa fosse accaduto. Il solo pensiero di quello che avevano potuto subire due vittime totalmente alla mercé di aguzzini che le avevano sequestrate programmando di torturarle fino alla morte mi scioccava, ricordo che persino il nome di quella località di mare in provincia di Latina – nota meta di ferie estive – la associavo al delitto e mi faceva un’impressione tremenda, come se fosse ormai infestata dai fantasmi di quei corpi martoriati.

Il potere del cane

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Durante la visione di “Il potere del cane” si avverte una sotterranea inquietudine, che inizia come rumore di fondo e poi, senza poterlo evitare, diventa oppressione, angoscia, tormento. Premesso questo, aggiungere che il film di Jane Campion è molto bello potrebbe somigliare a una confessione di masochismo: perché vedere qualcosa che provoca sofferenza? 

A Classic Horror Story

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Questo mio commento sul film Netflix "A Classic Horror Story" è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud

Joker

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“Perdona la mia risata, ho una malattia”, è scritto sul biglietto vergato in corsivo elegante e un po’ luttuoso che Arthur Fleck esibisce quando qualcuno s’indispettisce per l’irrefrenabile riso che lo travolge senza senso né riguardo in mezzo alla gente. Eppure, annota lui su un diario di pensieri schizofrenici, pure quando sanno che la tua mente è malata, gli altri si aspettano ugualmente che tu ti comporti come se non fosse così. Ed ecco che il comico fallito Joaquin Phoenix è per tutti sgradevolmente patetico, forse anche ridicolo ma mai divertente, ciò che invece è la massima aspirazione di quel giovane disadattato in cerca di gloria in una Gotham City soffocata dal degrado.