Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta favolacce

America Latina

Immagine
Come fare un film di genere e camuffarlo tra i meandri di ostentate esegesi esistenziali. Non è un reato, intendiamoci – l’arte non dovrebbe avere nulla di sacro o intoccabile, nemmeno il suo stesso parlarsi addosso. Bisogna però, necessariamente, guardare al risultato: per “America Latina” di Damiano e Fabio D’Innocenzo è un nì. Attesissimo dopo l’exploit di “Favolacce”, apprezzato alla mostra di Venezia e soprattutto blindato fino all’uscita nelle sale (nonostante il passaggio al Lido, nessuno è riuscito a far trapelare uno straccio di spoiler), è un noir surreale – inevitabilmente casareccio, una tara forse naturale per gran parte dei cineasti italiani della nuova generazione. Insomma, un precario equilibrismo di suspence, che sta a metà tra Dario Argento e Shining, con le blasfemie e le incompatibilità del caso.

Favolacce

Immagine
Se è vero che, come scrisse Gilbert Keith Chesterton, le fiabe non insegnano ai bambini che il drago non esiste perché lo sanno già, il roseo epilogo di questa citazione (i draghi possono essere sconfitti) non è altrettanto tale nelle “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo. L’unico rimando fiabesco del secondo film dei registi e fratelli romani è semmai alla sfumatura nerissima delle storie dei Grimm, chiaramente nella versione originale (l'educorante disneyano è agli antipodi). Rabbia, sadismo, follia degli adulti sono raccontati come in una mitologia dark nella pellicola premiata a Berlino con l’Orso d’argento per la sceneggiatura.