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La figlia unica

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Leggendo “La figlia unica” di Guadalupe Nettel mi sono venute in mente le donne multitasking. Mogli e madri che lavorano, sono fisicamente in forma, tengono la casa pulita come uno specchio, cucinano da Dio comprese torte da alta pasticceria e tirano su figli impeccabili. Le ho sempre ammirate, non essendo io capace di tanta abilità. Ma mentre leggevo il romanzo di Nettel (edito da La Nuova Frontiera ) ho pensato che queste donne non sono da emulare – non perché non sia bello o importante fare tutte queste cose, e bene: certo che lo è. Però esaltare questa perfezione (come ho sempre sinceramente fatto io) equivale a sminuire chi così non è per indole, minori qualità e, non in ultimo, magari perché non vuole. Agli uomini questa pluricompetenza non è mai interessata: quelli che oggi riescono a portare avanti la carriera e pure cucinare e cambiare pannolini non sono modelli per il loro genere, ma persone che lo scelgono. Mentre gli altri – i maschi eccellenti professionisti ma disordinati...

Contro i figli

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Lina Meruane non è la prima autrice che osi profanare il divino concetto di maternità. “Contro i figli”, pamphlet della scrittrice cilena tradotto in Italia grazie a La Nuova Frontiera, va dritto al punto azzerando qualunque orpello politicamente corretto. La sua posizione ultrafemminista è dichiarata, ribadita ad ogni pagina senza possibilità di equivoci – il libro è una riedizione aggiornata del testo già pubblicato da Meruane nel 2014, il cui piatto forte è l’analisi critica (e sfacciatamente non imparziale) di un excursus esauriente sulle donne nella società occidentale del XXI secolo. Cuore pulsante di questo modello familiare di radici arcaiche è l’inviolabilità dell’istinto materno e la sua concreta realizzazione lungo tutto l’arco dell’esistenza femminile. In tante avevano già intinto sdegnate penne in una militanza dura contro quello che, nei fatti, travestito da senso di sacralità del grembo, ha rappresentato per anni uno strumento di sottomissione – o almeno di dislivell...