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Visualizzazione dei post con l'etichetta sesso

Povere creature!

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Finalmente siamo riusciti a vedere anche in Italia “Povere creature!” di Yorgos Lanthimos, e adesso tutti vogliamo parlarne. Campione di botteghino annunciato, questa smania di commentarlo, consigliarlo, dirsene entusiasti o delusi, è di per sé un successo per il regista greco.

Judy Blume Forever

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Le preadolescenti di oggi non ci crederanno ma c’è stato un tempo in cui le loro coetanee parlavano di mestruazioni come in una società segreta e del ciclo sapevano soltanto quello che dicevano le amiche o sorelle maggiori.

Lasciateci in pace, qualunque sia il nostro corpo

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E’ una serata di inizio estate, tanti anni fa. Ci sono quattro ragazze in discoteca, tre sono molto carine, la quarta no. Mentre si spostano in gruppo tra il bar, la pista e i divanetti, le ragazze carine si accorgono che l’amica si è fermata con un tipo strafigo. Sono fermi davanti alla ringhiera di una balconata del locale, parlano fitto e si guardano negli occhi. Le ragazze sono sbigottite: la loro amica l’hanno vista sempre single, mai un fidanzato e men che meno un corteggiatore. 

La preside e il miraggio di fermare il tempo con un giovane amore

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Se fossimo nei corridoi del liceo di Capeside, la storia finirebbe con lo studente belloccio e ormai ex sfigato con le ragazze che dopo la confidenza da fanfarone all’amico del cuore paparazzata dal gossip scolastico agli ispettori dichiara cavallerescamente di essersi inventato tutto, per proteggere la fascinosa prof Tamara ed evitarle gogna e licenziamento. Ma qui non è Dawson’s Creek e adolescenti con gli ormoni a mille eppure capaci di custodire il segreto di una passione proibita resistendo alla tentazione della vanteria maschile non esistono. Anzi, uomini capaci di eccetera eccetera non esistono.

Otto marzo, niente guerra siamo donne

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Nei conflitti tra greci e barbari, le donne degli sconfitti venivano fatte schiave come trofeo di vittoria, una sorte che accomunava plebee, nobili e principesse. Millenni dopo sarebbero arrivati lo ius primae noctis e gli stupri di guerra. Oggi che tornano a piovere le bombe, le donne assurgono a emblema pacifista contro una mentalità bellica tradizionalmente virile. Sì, lo sappiamo, le poche signore al governo non sono state damine ma ferree e spesso spregiudicate – è il potere, bellezza, quel meccanismo che se non sei abbastanza iena non lo reggi e soccombi. Ma sappiamo altrettanto bene che con donne alle guida delle superpotenze mondiali certe guerre non sarebbero mai iniziate. Eppure non è di una santificazione (che odora molto di subdolo stereotipo) che abbiamo bisogno.

Studi sull'amore

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Questo mio articolo sul nuovo libro di Franco Arminio , "Studi sull'amore", è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud

Tinto Brass, una passione libera

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Questa mia recensione del libro " Tinto Brass, una passione libera in forma di autobiografia" , scritto con Caterina Varzi ed edito da Marsilio, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

Ilda, Falcone e l'eterna diatriba tra mogli e amanti

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Faccio una premessa: non mi scandalizza che Ilda Boccassini abbia raccontato dell’amore per Falcone in un' autobiografia. La vita è la sua ed ha il diritto di parlarne – così come lo hanno i tanti romanzieri che hanno perso amici e litigato con i parenti per aver preso spunti da vicende vere per le loro narrazioni (sul tema Woody Allen ha fatto un film sulfureo, “Harry a pezzi”). 

Perché la Spigolatrice non può essere soltanto un bel corpo di donna

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  Per favore, non scomodiamo il David di Michelangelo gridando alla censura. Il caso della statua della Spigolatrice di Sapri non è un attacco alla libertà di espressione creativa: nessun papa e nessuna femminista ordineranno di dipingere pudici mutandoni su quelle natiche svelate dal drappeggio dell’abito. Lo scultore Emanuele Stifano ha immaginato così – liberamente appunto – il celebre personaggio della poesia di Luigi Mercantini, la ragazza che interrompeva il duro lavoro nei campi rapita dall’arrivo via mare dei patrioti guidati da Carlo Pisacane.  L’artista ha spiegato di non voler rappresentare una popolana ma la fiera emozione di un momento, quello in cui la donna, fino ad allora avvezza solo a sgobbare, si elevava a più nobili sentimenti di ribellione e indipendenza, osservando estatica i trecento “giovani e forti” pronti a morire per liberare l’Italia dai Borboni.

A "Non è la Rai" dove il cielo è sempre blu

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Avevo la stessa età delle ragazze di “Non è la Rai” ma con loro non c’entravo niente. Alessia, Sara, Romina e le altre sgambettavano cantando in playback su tremende basi di brani popolari, trasformandoli in miagolanti cover. Io guardavo film asiatici e leggevo romanzi meravigliosi che nessuno conosceva e apparivano raramente nelle classifiche dei best seller.  Guardavo dall’alto in basso le mie lolitesche coetanee televisive per sfotterne le pose da divette, i cinguettii da svampite, i rossori sui visi morbidi, gli sguardi da pesce lesso che pretendevano di bucare il video. Ambra la reputavo una cretina totale, ridanciana e rozza di lineamenti, una teenager borgatara qualsiasi. 

Chiara e gli Slegati

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Riposto qui la mia intervista a Chiara Gamberale , pubblicata sul Quotidiano del Sud L'Altra Voce dell'Italia per l'inserto culturale Mimì

Le ripetizioni

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Questa mia recensione del romanzo "Le ripetizioni" di Giulio Mozzi , edito da Marsilio, è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud - L'Altra voce dell'Italia

Anna Salvaje "Nuda" e libera di amare

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Questa mia recensione di " Nuda " di Anna Salvaje è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

Censura e autocensura, quando le canzoni danno scandalo

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Questo mio articolo è stato pubblicato nell'inserto Mimì del Quotidiano del Sud - L'altra voce dell'Italia

Una donna promettente

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Varrà la pena di vederlo al cinema soltanto per salutare con un applauso collettivo in sala la scena finale di “Una donna promettente”, film di Emerald Fennell con la strepitosa Carey Mulligan, che corre agli Oscar per cinque nomination di peso (film, regia, attrice protagonista, sceneggiatura e montaggio). La regista, esordiente, ha girato il suo film in 23 giorni al settimo mese di gravidanza ed è la prima donna britannica ad ottenere la candidatura, il che già basterebbe per farne un’opera orgogliosamente femminista. Sarebbe semplice definirlo tale perché è un film che parla di stupro, ma la novità è il modo in cui Fennell sceglie di raccontare una ferita che per le donne rimane aperta e bruciante anche dopo anni di attivismo, rivendicazioni e leggi. 

Pieces of a Woman

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Un film costruito unicamente sulla bravura di un attore è di solito destinato al fallimento. Non può bastare e i registi che invece lo pensano tradiscono un immaturo narcisismo, facilmente smascherato dallo spettatore. Ma non è il caso di “Pieces of a Woman”, il bel film dell’ungherese Kornél Mundruczó con Vanessa Kirby, folgorante nel ruolo di una donna che vede morire la figlia pochi attimi dopo la nascita.

Il catcalling non è come chiamare dolcemente un gattino

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L’abbiamo capito, la definizione catcalling vi sta facendo molto ridere a giudicare dalla mole di sfottò sui social, dove la simpatia più gettonata è tradurre all’impronta, quindi alla fine che sarà mai – è una maniera vezzosa di chiamare il gatto, vero? Giusto, infatti il termine viene proprio da lì, dai versetti e bacini con cui si attira un animaletto domestico, molto simili a fischi e altri borborigmi emessi da tamarri di varie latitudini e generazioni per manifestare gradimento verso la donna di turno, che, mentre si fa gli affari suoi per strada, al parcheggio del supermercato o alla fermata dell’autobus è raggiunta da tali suoni. 

Alice femminista e sognatrice, regina dell'8 marzo

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La mia donna del cuore di questo 8 marzo è Alice nel Paese delle Meraviglie. La adoro, tanto da aver dato questo nome a mia figlia (sì, nel mio caso è proprio per la fiaba, non per De Gregori). La fantastica protagonista dei romanzi di Lewis Carroll può ben essere simbolo di questa giornata perché – tutt’altro che impropriamente - è un’antesignana della consapevolezza femminista. 

Donne dell'anima mia

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Non abbandonare mai il coraggio dei sogni, in ogni età e condizione sociale. Non tacere, anzi parlare e scrivere tanto, ma alzando la voce, ché le rivoluzioni non si fanno con la gentilezza. Il femminismo secondo Isabel Allende è un corale abbraccio alle “Donne dell’anima mia” , protagoniste dell’ultimo libro della scrittrice cilena, edito in Italia da Feltrinelli. Alle soglie degli ottanta, Isabel è una signora radiosa e precisa subito che è merito dell’amore: a compiere il miracolo è stato il terzo e attuale marito, Roger, uno dei pochi uomini, insieme a Ramon (compagno della madre, chiamato con affetto familiare zio) e nonno Augustin, che in questo libro divide la scena con un universo di donne diversissime tra loro e ugualmente meravigliose.

Une derniere fois

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E’ stata bellissima e concupita dagli uomini, esaltava la perfezione del suo corpo come puro oggetto sessuale. Ma oggi che ha 69 anni, Salomé sente che quel tempo è scaduto e non vuole più vivere in una società dove gli anziani (e soprattutto le donne) sono ignorati. Decide di terminare volontariamente i suoi giorni nel suicidio assistito, ma prima di andarsene vuole provare ancora una volta, l’ultima, l’amore carnale che ha attraversato in modo predominante la sua vita. E’ la storia del film “Une derniere fois” di Olympe de G. e raccontata così chi potrebbe dire che si tratta di un porno? Invece è proprio quello che la regista, insieme all’ex pornostar Brigitte Lahaie, hanno inteso fare in questo mockumentary, documentario con commistioni di fiction presentato al Torino Film Festival in collaborazione con Fish & Chips, evento dedicato al cinema erotico.