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I bambini uccisi dai genitori non esistono per nessuno

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Quando leggiamo di un padre o una madre che uccidono un figlio, se siamo genitori ci sentiamo angosciati. Non è solo sconcerto, non è dolore – questi sono sentimenti comprensibili: siamo sconcertati perché amiamo i nostri figli e ci domandiamo come possa accadere un orrore simile, è inspiegabile per noi; siamo addolorati perché non riusciamo a non pensare a quella sofferenza inflitta ai nostri figli, per un genitore i bambini sono estensione simbolica della propria prole e sentiamo sulla loro pelle ogni male che si faccia a un minore, in generale.

Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità

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Ogni insegnante conosce (o dovrebbe conoscere) la celebre citazione di Einstein secondo cui tutti nasciamo geni ma “se giudichiamo un pesce in base alla sua abilità di arrampicarsi su un albero, quello passerà la vita a sentirsi un idiota”. Famiglia e scuola sono i principali responsabili del senso di fallimento che segna in modo doloroso e spietato l’esistenza di tanti ex bambini educati a considerarsi incapaci perché gettati per anno in un ambiente competitivo e spinto all’unico scopo di primeggiare.