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Il sol dell'avvenire

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Sarebbe bello se l’umanità capisse che di un luminoso “Sol dell’avvenire” abbiamo davvero bisogno tutti perché nessuno può essere felice se gli altri non lo sono. Nanni Moretti lo dice in modo emozionante, visionario e romantico nel suo nuovo film che ha scelto come titolo una delle più belle simbologie del comunismo. Il sole nascente svela il giorno in cui ingiustizie e diseguaglianze sono state eliminate da un’umanità unita, un futuro che la meravigliosa utopia di Marx e Engels indicava come strada reale da seguire per un altro mondo possibile. 

Censura e autocensura, quando le canzoni danno scandalo

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Questo mio articolo è stato pubblicato nell'inserto Mimì del Quotidiano del Sud - L'altra voce dell'Italia

Hammamet

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Il primo sospetto di agiografia è facilmente fugato. Perché parlare proprio di Craxi? Quale bisogno c’era di dedicare un film al personaggio più iconico (secondo, in base ai punti di vista, forse soltanto a Giulio Andreotti) del marciume della Prima Repubblica? Perché? Ad esempio, perché Gianni Amelio presenta il suo “Hammamet” a pochi giorni dal ventennale dalla morte del leader socialista e dunque l’occasione è, senza retropensieri, propizia per rispolverare la memoria storica di un nome importante della politica repubblicana, peraltro ancora ispiratore d’infiniti dibattiti teoretici tra accuse e riabilitazioni. E già questo basterebbe per motivarne la scelta - insieme, certo, alla solida fede socialista del regista calabrese.