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"Bones and all" e "Il prodigio", fame d'amore

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Cosa rappresentano il cibo e il nutrimento nelle relazioni affettive? Che c’entrino moltissimo gli uni con gli altri ce lo insegna l’esperienza straziante dei disturbi alimentari. In questi giorni si parla di fame d’amore, in modo molto diverso ma affine, in due bellissimi film. 

José Saramago, l'umanità è un grande romanzo

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Riposto qui questo mio ricordo dello scrittore premio Nobel José Saramago nel centenario della nascita, che è stato pubblicato nell'inserto culturale Mimì del Quotidiano del Sud L'altra Voce dell'Italia

Blonde

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Nulla nuoce a un film quanto un’aspettativa delusa, ma nel caso di “Blonde” pensare di trovarsi davanti a un classico biopic con atmosfere hollywoodiane e glamour è persino fuori luogo, se si ricorda che il film di Andrew Dominik è tratto dall’omonimo romanzo di Joyce Carol Oates, dove si fanno sconfinare i fatti documentati nelle teorie complottiste su Marilyn e con una buona dose di licenza poetica.

L'immensità

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Un campionario di solitudini e tutte le gradazioni d’infelicità che si possono provare in una famiglia. “L’immensità” di Emanuele Crialese è un’opera dolorosa ed emozionante, che forse non sarebbe così bello se non ci fossero Penelope Cruz intensissima e di una bellezza mozzafiato, e la sorprendente tredicenne Luana Giuliani.

Il signore delle formiche

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Questa mia recensione del film "Il signore delle formiche" di Gianni Amelio è stata pubblicata sul Quotidiano del Sud

I bambini uccisi dai genitori non esistono per nessuno

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Quando leggiamo di un padre o una madre che uccidono un figlio, se siamo genitori ci sentiamo angosciati. Non è solo sconcerto, non è dolore – questi sono sentimenti comprensibili: siamo sconcertati perché amiamo i nostri figli e ci domandiamo come possa accadere un orrore simile, è inspiegabile per noi; siamo addolorati perché non riusciamo a non pensare a quella sofferenza inflitta ai nostri figli, per un genitore i bambini sono estensione simbolica della propria prole e sentiamo sulla loro pelle ogni male che si faccia a un minore, in generale.

Black Phone

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“Black Phone” è un cult annunciato che non delude le attese. Rigorosamente per amanti del genere, dove si intende quello dei thriller con venature spaventose e in parallelo quello della letteratura horror. D’autore però, perché stiamo parlando di un regista come Scott Derrickson (“Doctor Strange”; “Sinister”) e uno scrittore come Joe Hill, mezzo pseudonimo del figlio di un certo signor Stephen King.