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Pietro Cavallo: "Aiutatemi a trovare i miei fratelli perduti"

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L'appello di Pietro Cavallo per ritrovare i fratelli Rosa e Antonio, di cui ha perso le tracce nell'infanzia, quando furono affidati a tre orfanotrofi diversi e separati. Racconto questa storia in un articolo pubblicato ieri sul Quotidiano del Sud.

Caligola maledetto e senza pace

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Tutti gli scandali del film "Io Caligola" di Tinto Brass nel mio articolo pubblicato sul Quotidiano del Sud

Midsommar

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Il momento per guardare questo film è quello giusto, “Midsommar”, ovvero solstizio d’estate, che inizierà nelle prossime ventiquattr’ore. Volevo vederlo da tempo ma mi sono decisa solo oggi, e sembra esattamente uno di quegli inquietanti presagi su cui è costruita l’opera seconda di Ari Aster. Segni d’ineluttabilità, terrificanti e angosciosi ma a cui docilmente piegarsi perché comunque non esisterebbe via di scampo.

I Know This Much is True

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Questo mio articolo sulla serie tv Hbo "I Know this Much is True" è stato pubblicato oggi sul Quotidiano del Sud

Curon

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Questo mio articolo sul debutto della serie tv Netflix "Curon", diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci, è stato pubblicato sul Quotidiano del Sud 

Favolacce

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Se è vero che, come scrisse Gilbert Keith Chesterton, le fiabe non insegnano ai bambini che il drago non esiste perché lo sanno già, il roseo epilogo di questa citazione (i draghi possono essere sconfitti) non è altrettanto tale nelle “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo. L’unico rimando fiabesco del secondo film dei registi e fratelli romani è semmai alla sfumatura nerissima delle storie dei Grimm, chiaramente nella versione originale (l'educorante disneyano è agli antipodi). Rabbia, sadismo, follia degli adulti sono raccontati come in una mitologia dark nella pellicola premiata a Berlino con l’Orso d’argento per la sceneggiatura. 

Freud

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Ho visto la serie tv su Sigmund Freud con due mesi di ritardo: eccetto gli spoiler, sapevo cosa aspettarmi e cosa no. Sapevo che non si tratta di un biopic documentato e che di psicanalisi si parla poco e di casi reali zero. Premesse tutte sfavorevoli, che aumentano le probabilità che la miniserie Netflix non piaccia a chi (io ero tra questi) decide di guardarla perché interessato allo scopritore dell’inconscio e ai suoi studi. La prima puntata conferma dopo pochi minuti che il dottor Freud è semplice ispiratore di un plot misterioso e a tinte nere, al limite dell’horror. Forse autorevole nume tutelare, quello sì, di un racconto che, come appunto fece il padre della psicanalisi, indaga senza filtri le zone segrete dell’animo umano. Ma l’idea è: famolo “strano”, perché cosa c’è più spaventoso, visionario e perverso della nostra anima? Carta bianca, dunque, e acceleratore esoterico al massimo con virate decise sul raccapricciante.